lunedì 6 giugno 2011

Una proposta alternativa. Il caso Carmela Melania Rea. Quarta parte: visuale a 360°



Il delitto di Melania Rea, alcune considerazioni







La letteratura criminologica ci insegna che a volte, pur se gli indizi puntano decisamente su un sospettato, costui alla fine può risultare del tutto innocente.  Salvatore Parolisi, se non ci fosse di mezzo la morte della giovane moglie, apparirebbe un personaggio tragi-comico, uno di quelli a cui piace vivere con due piedi in una scarpa. 




Ha una bella moglie, ma non disdegna altre avventure. Ovviamente, come tutti i mariti fedifraghi, è un bugiardo: mente alla moglie ma mente anche all’amante. Non lascerebbe mai la prima ma vorrebbe tanto mettersi con la seconda. Magari vive tutto questo con ansia e stress ma lo appagano il sesso e la passione del momento. Ma da qui a farne un omicida ce ne corre. Difatti, questo genere di persona difficilmente uccide la moglie, anzi, piuttosto ammazza l’amante se proprio questa si mette in testa di rovinargli l’apparente felice vita coniugale.
Vi sono svariati motivi che portano a considerare Parolisi non colpevole dell’uccisione della moglie: arma del delitto, dinamica del delitto, ferite post mortem, staging.
Dobbiamo considerare che Salvatore Parolisi è un militare, quindi sa usare le armi e conosce le tecniche di offesa e di difesa. Nell’ipotesi del delitto premeditato avrebbe scelto un’arma più efficiente per eliminare Melania. Se invece si fosse trattato di un delitto d’impeto, il taglierino l’avrebbe utilizzato in maniera più efficace.
Le 32 coltellate inferte alla povera Melania per un militare come lui sono veramente troppe, anche se poi le dividiamo in 20 vibrate nella fase immediata dell’aggressione e altre 12 post mortem.
Di queste 20 nessuna è risultata mortale ma tutte insieme hanno provocato un dissanguamento che è stata la vera causa di morte della povera Melania, la quale, come ci dicono i medici legali, sarebbe morta dopo lunga agonia. Questo fa supporre che l’assassino non abbia saputo constatare il decesso, immagino che Parolisi - anche nell’ipotesi che non abbia mai partecipato ad un’azione di guerra (questo lo ignoro) - sappia capire se una persona sia deceduta o meno.  Lui non è un semplice militare, è un addestratore.
La furia omicida abbattutasi su Melania fa pensare ad una persona rancorosa e senza esperienza di armi. Riguardo al rancore, non credo che nei confronti della moglie Parolisi ne sentisse, semmai sarebbero prevalsi in lui più i sensi di colpa. Ovviamente, Parolisi, manco a dirlo, è un esperto di armi.
Le ferite post mortem non può mai averle inferte lui perché dal momento in cui ha dato l’allarme per la scomparsa di Melania non è mai rimasto solo. Inoltre, un gesto del genere può essere solo l’opera di qualcuno che disprezzava profondamente la donna.
Lo staging in genere lo attua chi vuole allontanare i sospetti da sé. Nel caso di Melania si voleva indurre a degradare la vittima sul piano morale facendola passare per una tossicodipendente (siringa infilzata nel giubbotto a livello del seno); oppure vittima di un tentato stupro (pantaloni e slip abbassati); o anche preda di una setta esoterica (svastica sulla coscia sinistra). Nel caso in cui l’assassino conosce la vittima e ha con essa un rapporto affettivo, tende semmai a coprirla, a non umiliarla ulteriormente, prova un senso di colpa e arriva persino a ripulirla del sangue. Un fenomeno noto come undoing. Inoltre, tutte questi depistaggi non sembrano opera di una mente abituata a pianificare come dovrebbe essere, per l’appunto, quella di un militare.
Altre considerazioni riguardano la presenza della figlia che non sembra abbia riportato traumi emotivi, a meno che non dormisse mentre avveniva l’aggressione. In ogni caso però la figlia c’era e questo comunque è un elemento da considerare: avrebbe Parolisi colpito la moglie in presenza della bambina? È più facile credere di no che di sì.
Inoltre c’è da tener conto che la famiglia di Melania, quindi proprio della vittima, esclude che Salvatore possa aver ucciso sua moglie. Non è un elemento da poco.
Infine, da questa storia Parolisi non aveva molto da guadagnare dato che i suoi altarini sono usciti tutti fuori. Ma allora perché si sospetta di lui? Se Salvatore è innocente come fa a dimostrarlo? Qualcuno si dovrebbe ricordare di lui o di Melania quel fatidico pomeriggio. Ma nessuno pare avere memoria né di lui né della moglie. Ha un’altra alternativa: ricordarsi lui di qualcuno. Se Parolisi sa indicare delle persone che erano presenti fra le 14:20 e le 14:50 (segmento orario in cui non può aver ucciso Melania) e costoro vengono individuati ha una chance di salvezza. Ma il valore di una testimonianza oculare diminuisce con l'aumentare del tempo.
Dunque, se non è stato Salvatore chi ha ucciso Melania? E perché?

Facciamo una ricognizione panoramica considerando il delitto secondo la prospettiva di Salvatore innocente. Dunque, Parolisi non ha mentito è le cose sono andate secondo la sua versione.
Quando si vuole risolvere un problema di scacchi, o qualunque altro gioco di logica, generalmente si ricomincia sempre da capo, ed è proprio quello che faremo in questa nuova ottica. Dopotutto, dobbiamo anche considerare l’ipotesi che Salvatore possa essere innocente.
Rivediamo i luoghi e i percorsi:

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Poniamo mente a questa foto, studiamocela bene, Melania alle 14:20 avrebbe dovuto trovarsi dove si trova il segnaposto rosso. Se Parolisi è colpevole la linea gialla indica il percorso fatto da lui senza Melania dalle 14:30/14:40 da Ripe di Civitella, dove Melania è stata trovata uccisa,  fino a pianoro dove sarebbe giunto verso le 14:50/15:00. 
Invece, se Parolisi è innocente, dobbiamo considerare il percorso inverso, ossia quello rosso,fatto da Melania senza il marito, che parte da Pianoro alle 14:30/14:40 e arriva a Ripe alle 14:50/15:00.
Come si nota le due soluzioni sono l’una speculare dell’altra e si eliminano a vicenda: o è vera l’una o è vera l’altra. Da questo dipende la colpevolezza o l’innocenza di Parolisi.



14:30 - 14:40
14:50 - 15:00
Parolisi
innocente
Melania scompare
Melania giunge a Ripe senza Salvatore, viene aggredita e uccisa
Parolisi
colpevole
Melania giunge a Ripe insieme a Salvatore, viene aggredita e uccisa
Salvatore giunge a Pianoro.
Melania è agonizzante o morta

Per questo le testimonianze oculari sono importantissime in questo caso: fanno la differenza fra un’ipotesi investigativa e l’altra. Ma come abbiamo appena detto, non possiamo fare molto affidamento su tali testimonianze a distanza di tanto tempo. 
Ma fissiamo l’attenzione sul tragitto rosso, poiché abbiamo detto che questa volta considereremo Parolisi veritiero: come fa Melania a trovarsi da Pianoro a Ripe? Come si può spiegare ciò? Fra le due località ci sono una quindicina di chilometri, percorribili in una ventina di minuti. Melania sarebbe andata di sua spontanea volontà a Civitella? Con chi? Per fare cosa? Oppure l’hanno costretta a salire in auto? Ma ancora una volta: chi e perché?

 

Ora analizziamo bene questa seconda mappa dove ci sono tutti i percorsi che Melania avrebbe dovuto fare e non ha fatto.
Il segnaposto giallo indica dove si trovava la coppia, da lì Melania aveva deciso di andare al bar/ristorante il Cacciatore, (segnaposto verde). Ci sono tre percorsi fattibili: quello rosa, il più immediato, quello rosso un po’ più lungo, e quello azzurro, che poi prosegue con la linea gialla, decisamente esagerato. Eppure è proprio quello azzurro che secondo i cani molecolari Melania avrebbe fatto. I cani sono giunti nell’immediatezza del fatto, non hanno per niente preso la direzione rosa o rossa ma hanno proseguito lungo la linea azzurra e giunti al bivio non sono risaliti lungo la linea gialla ma hanno proseguito lungo l’itinerario azzurro. Giunti al Monumento ai Caduti (segnaposto viola) la traccia olfattiva non era più percepibile. Melania scompare, per i cani molecolari, in questo punto.
Hanno ragione i cani? Di certo Melania non è mai arrivata al Cacciatore, lì nessuno l’ha vista. Allora cosa significa questo strano itinerario seguito da Melania? Perché ha preso questa direzione? Eppure il marito deve averla vista giungere sino alla stradina dove si dipartono la linea rossa e quella azzurra. Infatti Salvatore lo dice che per un po’ l’ha seguita con lo sguardo. Tuttavia, è proprio in questi pochi metri che il destino di Melania viene deciso, se qualcuna l’ha rapita o sequestrata o costretta a seguirla deve averlo fatto in questo punto, non ce lo dicono solo i cani molecolari ma anche i testimoni oculari che non hanno visto Melania giungere al ristorante. Indirettamente lo sappiamo anche dalla mancata risposta a uno squillo dell'amica Sonia, arrivato pochi minuti dopo essersi allontanata. Ma ecco che qui sorge un bel quesito: chi mai avrebbe potuto attuare un rapimento a pochi metri di distanza dal marito? In pieno giorno, con altra gente sul posto. Eppure, nessuno ha udito un urlo, un grido, nessuno ha notato un tentativo di aggressione, ha visto una donna salire su un auto. Nulla di nulla.
Abbiamo due possibilità: Melania ha preso deliberatamente la strada sbagliata oppure si è confusa. In questa seconda ipotesi la rotta di collisione  fra lei e il suo assassino è stato del tutto casuale. Non sappiamo dove sia avvenuto l’incontro, cosa sia accaduto fra i due, come mai li ritroviamo a 15 km di distanza e perché è avvenuto l’omicidio.
C’è però l’altra spiegazione: Melania si è allontanata di sua spontanea volontà, ha preso intenzionalmente il percorso azzurro. Quindi, ha ingannato Salvatore facendo finta di prendere la direzione rossa ma poi appena lui è tornato a concentrarsi sulla bambina ha invertito il senso di marcia.
Quale di queste due possibilità è quella più probabile?


Incontro vittima - assassino
Melania sbaglia percorso
casuale
Melania non sbaglia percorso
voluto

Anche in questo caso abbiamo due possibilità che si elidono a vicenda. Quale delle due è quella giusta? Come possiamo dare una risposta a tale quesito? Analizziamo il prima e il dopo.

Prima della scomparsa
Se l’incontro è stato deciso fra vittima e assassino dobbiamo trovare nella mattina un punto in cui i due hanno comunicato per prendere  accordi. Ora, Melania aveva una visita medica nella tarda mattinata. Prima erano stati dal fisiatra per fare vedere la piccola Vittoria, quindi hanno fatto delle compere nei supermercati, infine verso le 11.30 sono andati dal dottore. Non hanno aspettato molto perché il medico li ha sbrigati subito. Ma è stato un caso, il chirurgo infatti aveva in programma un intervento che è slittato di qualche minuto per cui prima di entrare in sala operatoria ha preferito non fare aspettare i Parolisi. Se Melania ha davvero preso accordi con qualcuno deve averlo fatto dopo questa visita e non in presenza del marito, ovviamente. A meno che l’accordo di vedersi verso le 14:30 a Pianoro c’era già stato e data la rapidità della visita medica Melania non ha dovuto fare rettifiche. Sarebbe interessante sapere cosa dicono i tabulati telefonici in proposito.
Sappiamo della telefonata con la madre fra le 13:30 e le 13:42. Ma non sappiamo se ve ne siano state altre durante la mattinata. Penso al telefono perché marito e moglie sono sempre stati insieme, non hanno fatto incontri particolari. Quindi, l’unico modo in cui Melania poteva comunicare con qualcuno era per telefono.
Ovviamente, questo qualcuno poteva benissimo essere una donna. 
In mancanza di qualsiasi documentazione debbo dire che in quella mattina non si ravvisa alcun presagio di ciò che avverrà nel pomeriggio. Niente allude alla tragedia. I coniugi Parolisi si comportano come qualsiasi altra coppia. 

Dopo la scomparsa





C’è qualche segnale sul luogo del delitto e sulle modalità del medesimo che potrebbe farci pensare se fra vittima e carnefice c’era una qualche conoscenza?
Melania pare sia stata aggredita mentre era accovacciata nell’atto di fare pipì. Se questo dato è vero, l’assassino ha colto un momento in cui lei era in una posizione di svantaggio per colpirla. Non ha potuto difendersi perché aveva gli slip e i pantaloni abbassati, quindi era impedita nei movimenti.
L’aggressione è iniziata mentre Melania girava le spalle all’assassino. Ora, fare la pipì nelle prossimità di qualcuno farebbe propendere per una conoscenza fra i due. Se Melania si fosse trovata di fronte a un estraneo che la minacciava con un coltello sarebbe stata così propensa a fare la pipì? Certo quando ti scappa ti scappa ma forse piuttosto che girare le spalle a chi ti minaccia preferisci fartela addosso. Di certo l’aggressione è stata rapida, repentina, improvvisa e inaspettata  tanto che lei non si è difesa. La totale mancanza di ogni difesa da parte sua allude però anche ad una totale mancanza di percezione del pericolo. Insomma, sembrerebbe che Melania avesse fiducia nel suo interlocutore. 
Sul corpo di Melania non sono stati riscontrati segni di costrizione (corde, manette, nastri), di contusione che possano far pensare a un atto di stordimento, né gli esami tossicologici hanno segnalato uso di sostanze droganti. 
Lo staging, la volontà di fare in tutti i modi che l’omicidio di Melania venisse collegato a un fattore esterno alla sua quotidianità, droga (siringa infilata nel giubbotto all’altezza del seno sinistro), sette esoteriche o elementi di estrema destra (svastica sulla coscia sn), tentativo di stupro (slip e pantaloni abbassati, se è stato l’assassino a calarglieli) fa sospettare l’esatto contrario, ovvero che l’assassino conoscesse la vittima.
Ferite post mortem: Inoltre, l’assassino si allontana dalla scena del crimine per ritornarvi più tardi e infliggere i colpi post mortem. Delitto di impeto? E questi colpi supplementari che c’entrano? Non fanno piuttosto pensare a un odio, un’avversione profonda nei confronti di Melania? Ma se Melania conosceva questa persona e l’ha seguita fino a Civitella lasciando figlia e marito (presumo temporaneamente) significa che di questa persona aveva piena fiducia e ignorava completamente tale rancore nei suoi confronti.
Inoltre, c'è il luogo del crimine che ci suggerisce che Melania poteva conoscere il suo assassino perché il fatto stesso che fosse lì potrebbe indurci a credere che ci sia andata di sua spontanea volontà. In più altri elementi della scena del delitto ci danno ulteriori indicazioni.
Qui vediamo la vicinanza del punto in cui è stato trovato il corpo rispetto alla casetta di legno

Altra inquadratura. Il mazzo di fiori indica il punto in cui Melania è stata rinvenuta: l'aggressione potrebbe essere iniziata dove si trovano accosciati gli uomini della scientifica.

In quest'altra foto notiamo il mazzo di fiori sulla destra appoggiato all'albero. Da questa prospettiva appare chiaro che l'assassino ha ucciso Melania quasi in mezzo alla strada, segno che non era sotto minaccia, era libera nei suoi movimenti fino al momento dell'aggressione, altrimenti l'aggressore si sarebbe premunito di costringerla a seguirlo più addentro al bosco. Invece Melania si trovava nei pressi della baracca, in piena vista. L'omicidio è avvenuto in modo inaspettato per lei. Insomma, l'assassino l'ha colpita appena ha potuto dove ha potuto.

Torniamo su Pianoro alle 14:30, ora presumibile in cui Melania si allontana. Studiamo meglio il luogo e i percorsi possibili. 



Nell’analisi che faremo ora terremo in considerazione due punti: la verità di Parolisi e la pista seguita dai cani molecolari. Dobbiamo partire dall’assunto che questi due elementi corrispondono a dati di fatto. La versione di Salvatore e la pista olfattiva seguita dai cani molecolari non sembrano in contraddizione dal momento che Melania comunque quel pomeriggio è scomparsa per cui in qualche punto della mappa è salita su un auto. Non avendo altro a disposizione dobbiamo fidarci dei nostri amici a quattro zampe. Anche perché qualcosa hanno fiutato, e questo qualcosa non li ha portati verso il bar il Cacciatore bensì verso il Monumento. Potrebbe essere che stessero seguendo una vecchia pista? Può darsi ma dubito fortemente che Melania anche nelle volte precedenti abbia fatto spesso quel tragitto dato che quella strada non offre nulla. Molto più probabile  invece che avesse già fatto il tragitto per andare al Cacciatore. Eppure, i cani ignorano questo percorso e prendono direttamente la strada che porta al Monumento. Mi sembra che ci sia poco da dire: Melania quel percorso lo ha fatto.

Sappiamo che Melania si allontana asserendo che sarebbe andata al bagno del ristorante il Cacciatore. Si allontana senza portarsi la borsetta. Nel post precedente avevo sostenuto che Melania, borsetta e borsa con i pannolini per la figlia, sicuramente li aveva portati con sé. Quindi ipotizzavo che fosse una falsa notizia quella che asseriva che non c’erano quel giorno a Pianoro. Invece è proprio così. Non li aveva portati. Non solo, pare che Melania avesse con sé solo 5 centesimi in tasca. Dunque alla richiesta di Salvatore di portargli un caffè come avrebbe potuto farlo?
Questi due elementi, la mancanza della borsa e dei soldi, per molti sono un altro indizio contro Parolisi. Sarebbero una riprova che mente. Semmai è il contrario. Confermano il suo racconto.
Se Melania aveva lasciato la borsa a casa e si era avviata senza soldi al ristorante implica che qualcosa l’aveva talmente inquietata da farle dimenticare una cosa tanto importante come il portare il cambio alla figlia. Questa cosa era l’incontro con l’SI (Soggetto Ignoto) a Pianoro? Nell’ipotesi che Parolisi abbia ucciso la moglie alle Casermette e poi sia andato a Pianoro, come si concilia la dimenticanza della borsetta a casa? Poiché, in questo caso, non poteva averla riposta che Parolisi per poi andare a Pianoro.  Ma non ci sono i tempi. E poi perché avrebbe dovuto fare una cosa del genere?
Comunque calcoliamoli questi tempi per capire:

Partenza 14:00
Folignano - Ripe di Civitella
22 min
15 km
Arrivo 14:22
Omicidio
8 minuti
Siamo al Boschetto delle Casermette



Partenza 14:30
Ripe di Civitella - Folignano 
22 min
15 km
Arrivo 14:52
Partenza 14: 55
(3 min per salire in casa e poi scendere)
Folignano - Colle San Marco

15 min
8 km
Arrivo 15:10
Alle 15:00 però Parolisi era di certo a Pianoro

Ci siamo tenuti a tempi strettissimi eppure non si riesce a collocare per le 15:00 Parolisi a Pianoro. Impossibile, quindi, che egli sia andato a Civitella, abbia ucciso la moglie, sia tornato a casa, abbia lasciato la borsetta e la borsa, e poi sia ripartito per Pianoro.
L’obiezione che si può fare è quella di dire: Melania potrebbe essersi dimenticato questi effetti pur essendosi recata a Civitella. Certo, ma perché in questo caso avrebbe dovuto dimenticarsene? Perché avrebbe dovuto inquietarsi? Quale fattore possiamo addurre? Mentre riflettendo sui suoi strani movimenti a Pianoro possiamo collegare il programmato incontro con l’SI con la dimenticanza degli oggetti.
Quando Salvatore le chiede di portargli un caffè Melania risponde: no, non te lo porto. Sembrava che lo avesse detto per scherzo, invece lo dice perché in quel momento ha realizzato che non aveva con sé la borsetta. Non solo, non aveva neppure soldi. Avrebbe potuto chiedere a lui dei soldi ma preferisce non farlo per tre motivi: non vuole che egli insista per accompagnarla, non le servono soldi dove sta andando e soprattutto non vuole che Salvatore focalizzi l'attenzione proprio sulla mancanza della borsetta. Insomma, non vuole dare spiegazioni.
Non aver portato la borsetta con sé implica che il suo allontanamento da Pianoro non doveva essere definitivo: Melania non si è allontanata con l’intenzione di scappare. Non sarebbe andata da nessuna parte senza documenti. Nei suoi progetti c’è una breve assenza. Anche perché sappiamo che alle 16:00 avevano un appuntamento a casa di una loro amica - la Sonia dello squillo delle 14:40 - a Folignano. 
Non ha invece dimenticato il cellulare, segno che a Pianoro quel pomeriggio questo oggetto era importante perché sarebbe servito per comunicare con l’SI se ce ne fosse stato bisogno ma soprattutto con il marito.

Salvatore non vede arrivare la moglie e verso le 15:20 la chiama. Melania non risponde, probabilmente è già stata colpita.

Approssimativamente dunque le cose devono essere andate così:

14:35
Melania si allontana a piedi da Pianoro
14:40
Giunge al Monumento, sale in auto
15:00
È a Civitella con l’SI
15:10
Inizia l’aggressione
15:20
Salvatore chiama: Melania è agonizzante


Stando al racconto di Parolisi i tempi ci sarebbero tutti.
Abbiamo più volte ribadito che Melania conosceva benissimo il posto essendoci stata altre volte, quindi non poteva essersi sbagliata. Ma poniamo che si sia sbagliata, avrebbe incontrato i suoi assalitori lungo il tragitto che va dalla Pinetina al Monumento ai Caduti.

Vediamo in dettaglio



In azzurro il percorso effettuato con la macchina da Salvatore, egli proveniva da Folignano. In rosso, tratteggiato, vediamo l'itinerario seguito dai cani molecolari che corrisponderebbe a quello effettuato da Melania quel pomeriggio.

Vediamo le direzioni per capire il discorso



È importante capire le direzioni di marcia perché ci indicano gli eventi accaduti quel giorno in maniera chiara e speriamo veritiera.
Innanzitutto, teniamo ben presente che la direzione per Folignano si trova sulla dx mentre quella per Ripe di Civitella si trova sulla sn. Tenuto conto di ciò analizziamo dove sarebbe avvenuta la rotta di collisione fra Melania e il soggetto ignoto (SI) tracciando tutti gli eventuali percorsi.

Melania con l'SI ha raggiunto Ripe di Civitella, quindi il loro percorso comune, dopo l'avvenuto incontro, è indicato dalla linea gialla e/o da quella azzurra. Melania si allontana dalla Pinetina, il primo punto di incontro con l’SI è nel cerchio bianco. Ma qui possiamo senz’altro escludere che ciò sia avvenuto perché troppo vicino a Salvatore il quale non ha notato nulla. Inoltre i cani ci dicono che Melania ha proseguito lungo il tratteggio rosso. Altro punto di collisione può essere il cerchio verde. Ma anche qui siamo ancora troppo in prossimità della Pinetina. Dunque dobbiamo spostarci fra il cerchio verde e il cerchio viola. Se l’incontro è stato del tutto casuale dobbiamo considerare che Melania è a piedi e si dirige verso il Monumento ai Caduti mentre l’SI è in macchina e si dirige verso Ripe. Escludiamo che percorrevano lo stesso senso di marcia poiché in questo caso giunto in prossimità del bivio l’SI avrebbe dovuto risalire verso il bar il Cacciatore per riprendere la direzione per Ripe. Ma sappiamo che Melania almeno fino al Monumento ai Caduti è arrivata. Quindi, a meno che l’SI non abbia fatto inversione di marcia al Monumento e sia risalito lungo il medesimo itinerario da dove proveniva Melania, dobbiamo credere come sia molto più probabile che la rotta di collisione fra Melania e l’SI sia avvenuta proprio in prossimità del Monumento. Ovvero nel cerchio viola. Lì Melania è giunta a piedi e da lì è risalita in macchina. Da quel punto l’SI può aver fatto due possibili percorsi, quello azzurro o quello giallo. L’azzurro gira per il ristorante il Cacciatore, passa davanti alla Pinetina, quindi a livello del cerchio bianco prosegue per Ripe. Il percorso giallo ci dice che giunto al cerchio verde l’SI ha avuto due possibilità: girare verso sn oppure risalire fino al cerchio bianco.
Ho parlato di rotta di collisione nel caso in cui fra Melania e il suo aggressore l'incontro sia stato casuale.
Nel caso  in cui Melania invece si sia voluta allontanare da Salvatore senza farsene accorgere la scelta migliore, una volta in auto con l'SI, sarebbe stata seguire la linea gialla e arrivati al cerchio bianco svoltare a sn. In questo modo sono ridotte al minimo le possibilità che dalla pinetina suo marito possa accorgersi di lei che è a bordo di un auto. Se avesse avuto realmente l’esigenza di andare in bagno, sarebbero passati prima per il Cacciatore dove avrebbero potuto sostare il tempo che Melania si recasse al bagno, quindi procedere verso Civitella. Ma sappiamo che così non è stato.
Se Melania è giunta a piedi fino al Monumento ai Caduti un motivo deve esserci. L’unico immaginabile è che avesse un appuntamento con qualcuno. Ma per fare cosa, per andare dove?
Salvatore e Melania per raggiungere la Pinetina sono passati davanti al Monumento ai Caduti. Melania potrebbe aver notato qualcosa che Salvatore non poteva notare, ovvero l’auto dell’SI con il quale Melania aveva l’appuntamento. Difatti, appena arrivati ella si allontana. Ma può esserci anche un altro motivo: si è allontana dopo che l’SI l'ha avvertita della sua presenza con un segnale.
Salvatore racconta che appena dieci giorni prima era stato al Boschetto delle Casermette con Melania per farle vedere il posto dove faceva gli addestramenti. Qui giunti hanno fatto l’amore.
È solo una coincidenza che Melania sia stata assassinata proprio in quel luogo che fino a pochi giorni prima neanche sapeva che esistesse? L’assassino sconosciuto perché la uccide proprio lì? Una ben strana coincidenza. Immagino che fra Pianoro e Ripe ce ne sarebbero stati di posti dove poterla uccidere. Ma dobbiamo sempre considerare che forse Melania è salita spontaneamente sull’auto. Per andare dove se non proprio alle Casermette?
Ma cosa aveva di così importante da fare al Boschetto delle Casermette? Forse cercava forse una verifica ad un suo sospetto.
Salvatore ci racconta che spesse volte Melania lo osservava di nascosto per vedere cosa stava facendo. Sembrerebbe insomma che avesse uno spirito indagatore. Può essere successo che rimuginando sul luogo ella si sia persuasa che lì avrebbe trovato le prove dell’infedeltà del marito. Avrà pensato che come c’era stata con lei chissà con quante altre donne c’era già stato. Forse ipotizzava che in quella baracchina presso la quale troverà la morte avrebbe scoperto qualcosa. Non so se Melania avesse la patente. Quindi magari ha dovuto appoggiarsi a qualcuno.
Ma proprio quel pomeriggio doveva fare una tale verifica? Sì, perché il giorno dopo sarebbe ripartita per il paese natio.
La cosa le avrebbe fatto perdere quasi un’ora di tempo. Come avrebbe giustificato un’assenza così lunga? Una scusa l’avrebbe trovata: avrebbe detto che si era messa a chiacchierare con qualcuno incontrato a Pianoro.
Se Melania ha fatto davvero una cosa del genere deve aver chiesto la collaborazione a una persona di sua fiducia. Una persona molto vicino a lei.
Ma potrebbe esserci anche un’altra ragione per cui quel pomeriggio voleva recarsi con questa persona al Boschetto. Per metterla alla prova. Potrebbe essere che qualche giorno prima lei abbia raccontato a costei della “gita” fatta con Salvatore è abbia captato come anche questa persona ci fosse già stata… e con suo marito. Ecco perché l’SI aveva un coltello non adatto per offendere, si era premunita per un’eventuale difesa. Stiamo parlando di un’altra donna, quindi. Giunte sul posto non so cosa abbiano fatto. Prima di risalire in macchina Melania si accinge a fare la pipì. Costei coglie l’attimo, si rende conto che in quel posto sono solo loro due e che nessuno sa di questo. Ha in mano il coltello. Non vuole sopportare l’umiliazione che Melania possa andare a raccontare di lei che se la faceva con uomini spostati e… l’aggredisce alle spalle.
Presa dal panico fugge lasciando Melania agonizzante. Poi ci ripensa. Come può essere certa che nessuno sappia di questo loro appuntamento? Le conviene inscenare uno staging, far credere che sono state vittime di una banda di balordi, di drogati, di esaltati. Ritorna sul posto premunita di siringa e laccio emostatico. Vibra altre coltellate sul corpo di Melania per far credere che l’aggressione sia avvenuta da parte di più persone. Incide la svastica su una coscia. Se per caso arriveranno a lei, dirà che ha avuto troppa paura, che mentre aggredivano Melania lei è fuggita.
Altra ipotesi è quella che l'SI abbia fatto credere a Melania che alle Casermette ci sarebbe stato qualcuno che le avrebbe spifferato alcune piccanti confidenze sul marito. L'idea di ciò è venuta al SI quando Melania ha raccontato l'episodio con Salvatore.
Ma perché questa persona, ovviamente una donna, avrebbe voluto uccidere Melania?

Dunque, le cose potrebbero essere andate in questo modo: il mondo nascosto di Salvatore e quello manifesto di Melania si sono intersecati creando un alone maligno che ha spento la vita di quest’ultima. Ovverosia, un'amica di Melania è stata un'amante di Salvatore.

Il mondo interiore di Salvatore (in giallo) e il mondo esteriore di Melania (in azzurro). Al centro (in verde) l'amante segreta di lui e intima amica di lei.




Oppure, una persona molto vicina a Melania si era invaghita di Salvatore e ha creduto che fosse colpa di lei se lui la tradiva, non era un buon marito. Magari qualche volta Salvatore ha apprezzato delle qualità in questa donna che ha ingenerato in lei false speranze. Avrà pensato che lei l’avrebbe capito assai meglio, che sarebbe stata persino una madre migliore per sua figlia. Voglio dire, che possiamo trovarci di fronte a una donna che si è creata un suo  mondo, una sua fantasia. Se così è, dopo la morte di Melania ha cercato di essere molto vicino a lui, lo sorregge, gli telefona. In questa seconda ipotesi potrebbe esserci stata la premeditazione.



La donna-assassina (in rosso) che da una parte vorrebbe entrare nel mondo interiore di Salvatore (in giallo) di cui è segretamente innamorata e dall'altra interagisce con il mondo esteriore di Melania (in azzurro) della quale è amica

Insomma, se Salvatore dice il vero, l’assassino di Melania è una donna che era molto vicino ai Parolisi. Se costei è stata un’altra amante di Salvatore egli deve parlare perché potrebbe essere l’assassina di sua moglie.
I tabulati telefonici possono aiutare in questo.

Proposta alternativa con un esempio

Sappiamo che Melania si allontana fra le 14:30 – 14:40. Sappiamo anche che alle 14:40 sul suo cellulare arriva una chiamata dell’amica Sonia alla quale lei non risponderà.
Dal momento che Sonia per chiamare aveva utilizzato il cellulare della madre, dato che sul suo non aveva credito, presume che Melania non abbia risposto poiché non ha riconosciuto il numero per cui invia un sms nel quale prega l’amica di rispondere aggiungendo che voleva sapere com’era andata la visita medica. Dopodiché, Sonia riprova a richiamare.
Spieghiamo bene la situazione dei cellulari:
Melania possiede due cellulari, uno con scheda tim, che utilizza quotidianamente, e un altro con sim wind, che adopra solo per parlare con la famiglia, soprattutto con il padre.
Quel pomeriggio Sonia non ha credito sufficiente per telefonare con il proprio cellulare (chiamiamolo B) per cui prende in prestito quello della madre (denominiamolo A). 
Esempio: Cellulare di Sonia sul quale sono memorizzati i due numeri di Melania in sequenza.  Se  utilizza questo telefono potrebbe confondersi e inviare l'sms sull'utenza Wind anziché Tim. Ma questo cellulare è senza credito. Quindi non lo usa.


Esempio: Cellulare della madre dal quale Sonia chiama Melania sull'utenza Tim.  In questo telefonino non sono memorizzati i  due numeri di Melania per cui lei cerca l'amica richiamando sempre il medesimo numero. Da questo apparecchio non può sbagliare perché non c'è in memoria il numero Wind. Ma se stava utilizzando questo telefono come ha fatto l'sms ad arrivare sull'utenza Wind?

Sonia è a conoscenza che Melania non usa mai il cellulare wind, per cui la chiama sulla tim. Non avendo risposta le invia un sms ma sbaglia e il messaggio arriva sulla wind per cui Melania non avrebbe mai potuto leggerlo.
Ma come fa a sbagliare? Sonia sostiene che nella rubrica telefonica i due numeri di Melania sono in fila per cui facilmente si è sbagliata. Ammette però che è certa che ha continuato a chiamare sulla tim. In effetti, le cose stanno così, gli squilli risultano sull’utenza tim mentre il messaggio è stato reperito sull’utenza wind.
La sequenza temporale è stata dunque la seguente:



C’è da dire che, stando così le cose, Sonia avrebbe usato il cellulare della madre per telefonare richiamando sempre l’ultimo numero in memoria, per cui è sicura che ha continuato a cercare Melania sulla tim, ma l’errore deve essere partito utilizzando il proprio cellulare perché i numeri in fila li aveva sulla rubrica di questo telefonino. Per cui sul proprio cellulare non aveva credito sufficiente per telefonare ma era bastante per inviare un sms.
Ma dove vuole portarci tutto questo discorso?
Siamo partiti dalla premessa che il racconto di Parolisi sia veritiero. In questo caso Melania potrebbe essersi allontanata spontaneamente o sotto minaccia. Non ci sono indizi della seconda ipotesi: non è stato trovato un luogo con segni di lotta dove possa essere avvenuto un sequestro, né qualcuno ha sentito urla o visto qualcosa che possa condurre a un rapimento, nè addosso a Melania sono stati evidenziati segni di costrizione fisica. Per cui abbiamo optato per la teoria che vede Melania allontanarsi spontaneamente. Cosa che rientra nella plausibilità.
Se si è allontanata di sua volontà il passo successivo è che dovesse incontrarsi con qualcuno. Se la meta era le Casermette, questo qualcuno doveva essere una persona intima di Melania. Ci sfugge però il motivo di questo allontanamento e soprattutto il movente che porta all’uccisione di Melania. In ogni caso, Melania  era lì e lì è stata uccisa, quindi cerchiamo di capire come ci sia arrivata.
Portando avanti il ragionamento siamo venuti a ipotizzare che l’incontro con l’SI sia stato concordato nell’orario e nei modi.


L’orario doveva essere intorno alle 14:30, il modo un segnale da parte dell’SI che era giunto sul posto per cui Melania poteva allontanarsi.
In sostanza gli accordi potevano essere stati questi: “Ci vediamo alle 14:30 a Pianoro. Io ti aspetto con la mia auto al Monumento ai Caduti, in modo che tuo marito non si accorga di nulla. Quando sono pronto ti faccio uno squillo sul cellulare e tu con una scusa ti avvii. Ovviamente, inserisci la vibrazione”.
Ed ecco che arriviamo al nocciolo della questione:
A questo punto ritorniamo alla storia degli squilli.
Se l’SI ha cattive intenzioni riflette e pensa come penserebbe la polizia: “Quando indagheranno si accorgeranno che sul cellulare di Melania, quasi in concomitanza con la sua scomparsa, c’è una chiamata senza risposta. Vorranno sapere chi e perché ha chiamato. Potrebbero sospettare che si trattava di un segnale quindi devo stornare i loro dubbi. Per giustificare la mancata risposta di Melania userò un cellulare diverso così potrò sempre dire che lei non ha risposto perché non ha riconosciuto il numero. Ma potrebbe non bastare, allora invierò un sms sull’utenza wind dove chiarirò che a telefonare sono io e che la cerco per sapere com’è andata la visita medica. Quando mi chiederanno perché l’sms l’ho inviato sulla wind dirò che mi sono sbagliato.”
Ovviamente, Melania non dovrà mai leggere questo sms perché non è indirizzato a lei bensì agli inquirenti. Se lo leggesse, infatti, non ne capirebbe il senso: l’SI la sta chiamando non per sapere della visita medica ma per mandarle un segnale. Della visita chiederà appena si incontreranno. Ovviamente, Melania sapeva che il segnale sarebbe partito da un altro telefono.
Non utilizzare il proprio telefonino giustificherà l’invio del sms il quale a sua volta giustificherà l’utilizzo di un cellulare non suo.
Siamo nel campo delle fantasie? Può darsi. Ma di mezzo c'è l’omicidio di una giovane donna di cui finora si ignora ogni cosa. Quindi, il ragionamento deve essere fatto a 360°. Non si capisce perché Parolisi possa essere messo sotto la lente di ingrandimento e altre persone no.
Ma sono solo gli squilli a farci dubitare di Sonia? No, a dire il vero c’è qualcos’altro.
Sonia rilascia un’intervista a Chi l’ha visto il 27 aprile 2011 nella quale spiega la storia dei cellulari. In questa intervista dice anche che i Parolisi erano una coppia perfetta, che lui era un marito amorevole. La cosa non è del tutto vera. O Melania non si confidava poi così tanto con lei oppure sta mentendo. Può essere che menta per amicizia, per non aggravare la posizione di Salvatore. Ma può anche essere che lo faccia per indirizzare gli inquirenti su una pista lontana dalla vita quotidiana di Melania. Il che torna a suo vantaggio nell’ipotesi che sia colpevole di qualcosa.
Sonia riferisce poi due notizie che potrebbe aver saputo Salvatore ma potrebbe anche averle apprese dalla stessa Melania mentre si recavano alle Casermette. Mi riferisco al fatto che il medico aveva detto a Melania che non aveva nulla di particolarmente grave e all’episodio in cui racconta con dovizia di particolari di come Melania avesse avuto l’idea di andare a Pianoro per trascorrere due ore prima di recarsi, alle 16:00, ad un appuntamento che avevano con la stessa Sonia.
È stato Salvatore a raccontarle queste cose in modo così particolareggiato?
Comunque, queste sono parole, la posizione di Sonia è facilmente verificabile: basta sapere se ha la patente, dove si trovava fra le 14:30 e le 15:30, se ha continuato a chiamare Melania anche quando questa era in presenza del SI. Quali celle hanno agganciato il suo telefonino e quello della madre.
Se vi sono chiamate di Sonia nella zona rosa allora è fuori da ogni sospetto poiché in questa fascia oraria Melania è insieme al suo assassino.


Non riesco a trovare un movente ma ho l’impressione che l’assassino tenesse sotto controllo il telefonino di Melania dopo l’aggressione, come per verificare chi stava chiamando e con quale intensità. Infatti, il cellulare è sempre rimasto accesso. Insomma, controllava l’allarme che si stava creando per la scomparsa. Perché gli serviva sapere questo? Un’ipotesi potrebbe essere che controllare i movimenti di queste persone servisse all’SI per regolarsi sulle sue azioni.  In questo modo magari interagiva a distanza. Poteva tornare utile a Sonia una cosa del genere visto che alle 16:00 si sarebbero dovuti incontrare? Di certo, non aveva alcun senso che una cosa del genere la facesse Salvatore. 


RIEPILOGANDO
Stiamo attenti ai tempi: Sonia chiama alle 14:40. Salvatore non ha ricordo di questo squillo, dunque non lo ha sentito. Come mai? Melania si era appena allontanata oppure il cellulare era in modalità vibrazione? In ogni caso, ponendo pure che si fosse appena allontanata il fatto stesso che Melania non risponda ci fa insospettire, potrebbe essere, come abbiamo detto, che non avesse voglia o possibilità di rispondere. Ma non possiamo escludere che non avesse necessità di farlo.
Alle 14:40 Sonia avvisa Melania che anche lei è sul posto. Melania si avvia. Però Sonia ha bisogno di un alibi, come fa ad averne uno se è insieme a Melania? Deve inviare a chi di dovere un segnale che lei era altrove. Allora cosa architetta: finge di non aver credito sul proprio cellulare e usa quello della madre. In questo modo può giustificare quell’sms, che non è a beneficio di Melania, che mai lo riceverà, anche perché se lo avesse ricevuto non avrebbe capito il significato dato che lei conosceva benissimo il numero di cellulare della madre di Sonia. Avrebbe quindi potuto sospettare qualcosa. Quel messaggio è a beneficio degli inquirenti che leggendolo penseranno, se mai dovessero sospettarla: lei non può essere stata dato che mentre Melania scompariva stava cercando di contattarla in tutti i modi come si evince anche da questo sms nel quale chiede perfino  informazioni sulla visita medica.
In effetti, sempre in questa trasmissione, Sonia dice che probabilmente gli inquirenti il suo messaggio sulla Wind lo hanno trovato. In quest’aura di sospetto che io ho è come se stesse dicendo: le cose sono andate proprio come avevo previsto io.
Insomma, quel che voglio dire è che se la chiamata alle 14:40 era un segnale per Melania, agli occhi degli inquirenti doveva apparire come un’altra cosa.
Per giustificare quell’sms bisognava che lei non usasse il proprio cellulare.
Sonia asserisce che il medico aveva assicurato a Melania che era una cosa da nulla, una punta d’ernia senza molta importanza. Da dove ha preso questa informazione? Da Salvatore oppure direttamente da Melania? Inoltre, asserisce anche che è stata Melania a decidere di andare a Pianoro. Il che è confermato da Salvatore. Ma ancora una volta ci chiediamo: dove ha preso Sonia questa informazione, da Parolisi o direttamente da Melania mentre si recavano alle Casermette? In effetti, Sonia racconta con dovizia di particolari la decisione improvvisa di Melania di recarsi a Pianoro per far passare un paio d'ore. Racconta persino quello che fatto Salvatore. Quindi proprio Salvatore potrebbe dirci se è stato lui a riferirle tutte queste cose. Dopo la scomparsa di Melania si sono visti? Lui le ha raccontato ogni cosa? Può essere. 
Inoltre colgo due lapsus, uno quando dice, riferendosi a delle cattiverie espresse contro Melania, così la stiamo… la stanno uccidendo un’altra volta. 
Un altro quando nel descrivere il giorno di San Valentino organizzato da Melania con una tavola con cuoricini e petali di rosa, dice: io... lei adorava queste cose.
Semplici lapsus? Può essere.

Tutte queste, ripeto, sono parole ovviamente se è appurato che Sonia fra le 14:30 e le 15:30 era a casa o da qualche altra parte.


Riepilogando, i sospetti nascono su queste considerazioni:
Appuntamento alle 16:00
Motivi di innocenza
Un normale incontro fra amici

Motivi di colpevolezza
Perché doveva incontrare prima Melania se tanto si sarebbero viste ale 16:00? Alibi precostituito

Dichiarazione di una famiglia Parolisi felice

Motivi di innocenza
Lo crede veramente oppure vuole allontanare i sospetti da Salvatore perché gli è amica

Motivi di colpevolezza
Sa benissimo che non è vero. Ma vuole allontanare i sospetti da Salvatore perché è suo amante oppure ne è segretamente innamorata. In ogni caso gli inquirenti è meglio che indaghino su altre piste estranee alla vita di Melania.

Racconta che è stata Melania a decidere la scampagnata a Pianoro

Motivi di innocenza
Non riferisce altro che quello che ha sentito dire da Salvatore

Motivi di colpevolezza
Riferisce esattamente quello che lei e Melania avevano concordato

Telefona a Melania col cellulare della madre

Motivi di innocenza
Chiama per sapere come è andata la visita medica. Non ha credito sul suo

Motivi di colpevolezza
Serve a giustificare l’invio dell’sms che Melania non leggerà mai perché inviato sulla Wind

Sms di conferma

Motivi di innocenza
Vuole far capire a Melania che è stata lei a telefonare e non un’estranea.

Motivi di colpevolezza
Serve a confermare agli occhi degli inquirenti che a telefonare è stata proprio lei e non sua madre. Rafforza il suo alibi che mentre Melania scompariva lei ha provato a chiamarla. 



Le chiavi di lettura delle sue dichiarazioni come si vede sono diverse a seconda che la si inquadri in un’ottica innocentista o colpevolista. Se Sonia dice la verità ogni sua affermazione vale per quella che è, ovvero sono genuine. Tuttavia, se mente assumono tutt’altro significato. E su certe cose pare proprio che menta, alludo al rapporto tutto rose e fiori tra Melania e Salvatore.
Ripeto: queste sono considerazioni che faccio perché quando si indaga su un omicidio la visuale deve essere a tutto tondo. In ogni caso, sto azzardando poiché non ho in mano i documenti ufficiali per cui potrei con certezza escludere Sonia dai sospettati. Il limite di questo blog, ovviamente, sono le informazioni. 
In ogni caso, Melania si allontana dal marito quasi in coincidenza con lo squillo di Sonia. Tale squillo non viene percepito da Salvatore che non lo menziona, non lo ricorda, dunque si è supposto che sia stato fatto dopo il suo allontanamento.
Sappiamo che Melania, secondo il racconto di Salvatore si sarebbe allontanata subito dopo essere arrivati a Pianoro. Potevano essere le 14:25 – 14:35. Sappiamo anche che Melania si è allontanata in una direzione completamente diversa da quella dove si trovava il Cacciatore. È andata praticamente verso il Monumento ai Caduti. Dalla Pinetina al Monumento ci vogliono 5 minuti a piedi. Sonia telefona proprio in questi 5 – 10 minuti in cui Melania scompare. I due tempi sono quasi istantanei. Perché allora non mettere in relazione causale e non solo casuale i due avvenimenti?  Se Melania si è allontanata e non ha risposto alla chiamata di Sonia dobbiamo presumere che non ha voluto o potuto rispondere. Se non ha potuto rispondere vuol dire che era già in pericolo. Ma un pericolo che sì è andata a cercare lei perché ha percorso una strada anomala. Dunque, dobbiamo considerare che l’aggressore ha agito subito dopo che Melania ha lasciato il marito. Con Salvatore così vicino lei non ha lanciato un grido, non ha chiamato aiuto. Niente di niente. Molto più probabile che non volesse perdere tempo in chiacchiere quando aveva qualcosa di più urgente da fare. Oppure quella non era una telefonata ma un semplice squillo, un segnale che non necessitava di risposta. 
C’è anche da dire che sembra che l’assassino si sia allontanato dalla scena del crimine per ritornarvi successivamente per inscenare lo staging e vibrare le coltellate post mortem. Ora noi sappiamo che Sonia avrebbe dovuto essere a casa della madre alle 16:00, quindi, nel suo caso, sarebbe spiegato il motivo di questo allontanamento. Andava a procurarsi un alibi.  

Mi rendo conto che una ricostruzione del genere ha molti punti deboli, in primo luogo non è chiara la ragione per cui Melania sarebbe dovuta andare alle Casermette. In secondo luogo il movente dell’assassino appare oscuro. Ma i fatti sono che Melania quel pomeriggio è stata uccisa a 15 km di distanza e se Salvatore è innocente qualcuno deve pur essere stato. La mia è una ipotesi ragionata sulle notizie apprese da fonti pubbliche.


Tutta questa teoria si poggia su tre assunti conseguenti




Se invece Melania non è salita di sua spontanea volontà sull’auto dell’assassino si apre tutto un altro ventaglio di ipotesi difficili da verificare ma che analizzeremo nel prossimo post per esplorare tutte le teorie possibili.

Questa mia proposta vorrebbe essere una pista da verificare, e non alludo espressamente a Sonia, ma a chiunque era in confidenza con Melania. Forse l'omicidio è avvenuto per una causa non direttamente collegata a Salvatore. Dopo tutto questa pista non sta dando alcun risultato.

Ovviamente, in tale ricostruzione non vuole esserci nessun elemento denigratorio non conoscendo io i protagonisti della vicenda. 

36 commenti:

  1. Due spunti di riflessione: se l'amica Sonia avesse telefonato dalla zona del Pianoro la cella di quel punto avrebbe agganciato i cellulari da lei usati. Di questo nessuna notizia giornalistica ha parlato.
    I cani molecolari annusano anche le tracce lasciate da indumenti della persona da tracciare: dunque quella traccia può essere stata lasciata anche dall'assassino con un indumento della vittima, anche in auto, lentamente, facendo sporgere all'esterno dell'abitacolo l'indumento.

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  2. Innanzitutto grazie per il commento. Rispondo dicendo che il fatto che i giornali non ne abbiano parlato non vuol dire che tali verifiche sui tabulati dei cellulari utilizzati da Sonia siano state fatte. Se poi sono state fatte vuol dire che anche agli inquirenti era venuto il mio medesimo dubbio. Se invece non sono state fatte allora rimane in piedi l'intero ragionamento da me seguito. Naturalmente, può essere che gli investigatori abbiano già verificato la posizione di Sonia e la cosa non sia giunta alla stampa. Altrimenti, fare una verifica, per tutte le questioni esposte, penso
    sia doveroso poiché nessuno è insospettabile a priori
    Riguardo ai cani molecolari può essere andata come dici tu ma può essere anche andata come dico io. Chi può saperlo? Un motivo in più per sottoporre a verifica ogni posizione dubbia o sospetta.

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  3. Grazie per aver pubblicato un nuovo post.
    Ho potuto leggerlo con calma, e confesso che l'ipotesi che vede l'amica Sonia come autrice dell'omicidio... è veramente scioccante.
    D'altra parte è corretto formulare anche questo scenario: come scrivi tu stesso, solo prendendo in esame ogni pista ed individuandone eventuali punti deboli, la si può seguire o scartare.
    Purtroppo giornalisti e opinione pubblica si innamorano di un'idea (colpevolista o innocentista) e non la mettono più in discussione, a prescindere dai legittimi dubbi che invece è corretto porsi.
    Speriamo che l'autopsia e le indagini possano presto portare nuovi elementi utili a restringere le possibiltà, e indirizzare verso la soluzione del caso... qualunque essa sia!

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  4. Ti ringrazio Sara per l'attenzione, vorrei risponderti con un aneddoto al quale puoi credere o meno. Mi trovavo, lo ricordo benissimo, in una bar di Saline di Volterra, una mattina di dieci anni fa, quando lessi dell'omicidio di Susy Cassino e di suo figlio Gianluca De Nardo. Dalle notizie che leggevo mi rendevo sempre più conto che, messe in quel modo le cose, l'assassino non poteva che essere la figlia di Susy, Erika. Per me fu scioccante arrivare e pensare questo. Fui assalito dai sensi di colpa. Per cui me la presi con i giornalisti i quali, secondo me, non si avvedevano che riportando le notizie in quella maniera, ad una lettura più approfondita, puntavano il dito contro Erika e Omar. Al tempo stesso però ero galvanizzato da questa mia impressione. I fatti dimostrarono che i giornalisti non sbagliavano. E io neppure. Memore di questa lezione, ho deciso di dire sempre come la penso. Però debbo anche aggiungere che prima di pubblicare questo post ci ho riflettuto a lungo. Mica mi piace gettare accuse così, tanto per farlo. Sonia magari quel pomeriggio era al lavoro o chissà dove. Ma il dubbio ce l'ho e l'ho espresso. Non provo nessun sentimento nei confronti dei protagonisti. Deve essere così quando si affronta un delitto. Se fossi della Polizia e indagassi sul caso forse non dovrei andare sino in fondo se avessi un dubbio? La posizione di Sonia dopotutto è facile da verificare. In ogni caso eliminare altre ipotesi restringe il campo della ricerca.
    Tu dici che è scioccante pensare che Sonia possa essere la colpevole. E io sono d'accordo con te. Ma dopo tutto non è scioccante anche pensare che possa essere stato Parolisi?
    Credo che la dinamica del crimine, la scena, i movimenti di Melania, inducano a pensare che sia stata uccisa da una persona che conosceva. Poi magari si tratta di un perfetto sconosciuto. Ma è un'ipotesi alla quale credo poco. Non ho indicato Sonia perché ha le stigmate lombrosiane dell'assassina o perché "sento" che è stata lei. Ho ragionato sulla questione. Spero di non aver dato l'impressione di fare ragionamenti del tutto campati in aria. Sono andato dietro a un'intuizione e l'ho sviluppata. Anche se Locard diceva che le intuizione sono contro il rigore scientifico tuttavia, a mio avviso, non bisogna né sottovalutarle né sopravvalutarle. Basta verificarle.

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  5. Penso che sia evidente per i lettori che il tuo intento sia individuare ed escludere ipotesi, ovviamente coi pochi elementi dei quali sei a conoscenza.
    Condivido la scelta di pubblicare il post, fosse anche solo per motivi esemplificativi e teorici; e comunque, è nell'interesse dei soggetti stessi essere messi "alla prova" da ogni punto di vista, se innocenti.

    In questo caso di cronaca, effettivamente è scioccante sia pensare che una mamma si allontani da un'altalena e venga ammazzata da un maniaco (come si pensava nella prima parte, quella della "famiglia perfetta"),
    sia immaginando che possa essere stato il marito (che non collaborando al 100% alle indagini, tacendo su alcuni particolari, si è attirato i sospetti dell'opinione pubblica), sia ipotizzando amici di famiglia o conoscenti come autori del delitto.
    D'altra parte, il caso di Daniela Cecchin insegna come quest'ultima ipotesi non possa essere scartata a priori...

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  6. Buongiorno Il Bravo!
    Non posso fare altro che complimentarmi per la lucida ed ineffabile analisi.
    Mi permetto di sottolineare qualche cosa: la prima è sull'orario di visita all'ospedale, che grazie allo slittamento dell'operazione, non è variato, quindi un eventuale appuntamento preordinato non è cambiato: non c'è stato bisogno di telefonate o messaggi aggiuntivi.
    La seconda è un'ipotesi: nel caso da te descritto con questi attori si potrebbe inserire l'idea "dello scherzo". Facciamolo al caporale, scompari (Melania) e vediano come reagisce a non trovarti. Una trappola geniale. Potrebbe anche essere il motivo della mancanza della borsa con il cambio per il bambino.

    E' veramente inquietante la ricostruzione che fai dell'uso dei due telefonini Tim e Wind ...

    Ancora complimenti!

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Ho letteralmente divorato la tua acuta ricostruzione della vicenda; davvero complimenti per la competenza ed il rigore dell'approccio. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dell'anello. Se non c'è stata colluttazione e Melania, come sembra, è stata improvvisamente aggredita da questa persona di cui si fidava, allora vuol dire che l'anello è stato sfilato dal dito della vittima quando questa era già morta (o quasi). Il tutto armonizza con la tua ricostruzione, perchè sembra veramente il gesto di una donna gelosa che dopo il misfatto ha voluto privare Melania di "quel pò di Salvatore" che ancora aveva addosso. A differenza degli altri oggetti maldestramente collocati vicino alla vittima che sono palesemente depistanti, a me l'anello sembra "sincero".

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  9. Rispondo brevemente a tutti:

    SARA: in effetti dici una cosa giusta quando affermi che è nello stesso interesse dei protagonisti uscire "puliti" da una vicenda come questa. Io trovo strano che gli investigatori non abbiano messo in relazione l'orario della chiamata di Sonia con l'orario della scomparsa di Melania. Semplice coincidenza? Può essere, ma verifichiamo anche la coincidenza, non la diamo per scontata! Ovviamente, può essere che abbiano vagliato la posizione di Sonia e non ne abbiamo saputo nulla. Ma ne dubito.

    LPZ: se fossimo poliziotti in una stanza vedi quante cose penseremmo? La tua idea potrebbe essere vera. A me suggerisce però più una prova che uno scherzo. Una prova alla quale Melania forse si sottoponeva con amarezza. In verità rimane veramente un mistero questo suo allontanamento, questo andare alle Casermette. Mi ha fatto riflettere che non ne abbia parlato con nessun'amica. Se fosse stata una cosa così importante perché tacerla? Oppure, un'amica ne era a conoscenza, ovvero, l'assassina? E non sto alludendo per forza a Sonia perché francamente io non so quali fossero le amicizie di Melania a Colle San Marco.

    GIOALESS2006: In effetti la storia dell'anello avrei dovuto inserirla ma confesso che al momento del post ne sapevo poco. Comunque, sono arrivato alle tue medesime conclusioni. Potrebbe essere un'ipotesi plausibile nel caso che l'offender sia una donna. Aggiungo che chi crede Parolisi colpevole ritiene che l'anello se lo sia tolto Melania in senso di disprezzo. Io credo piuttosto che si sia sfilato da solo durante l'assalto. Penso questo perché l'anello più importante, la fede, è rimasto al dito. O l'assassino non è riuscito a toglierlo perché le andava stretto oppure l'altro anello, quello di fidanzamento, come appena detto, semplicemente si è sfilato durante l'assalto. Escludo, però, un gesto intenzionale di Melania colpita a morte.

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  10. Nell'immaginario di tutti i forumisti che si occupano di cronaca nera risplende il mito del Mistero di Marie Rouget, il racconto in cui Edgar Allan Poe, eclusivamente sulla base di quanto pubblicato dalla stampa, risolve un delitto realmente avvenuto...
    Sotto questo profilo la tua analisi è estremamente avvincente ed intrigante e prende le mosse da un dato di fatto oggettivamente ostico da attribuire a semplice coincidenza (la sequenza squilli- sms- squilli e l'uso alternato del proprio cellulare e di quello della madre da parte di Sonia – hai però una fonte certa che l'sms è stato inviato da Sonia con il suo cell e nn anch'esso con quello della madre?) che si colloca esattamente a ridosso del momento in cui Parolisi dichiara che la moglie scompare.
    Ciò che veramente non mi convince è che la tua ipotesi è costretta a postulare un innamoramento patologico e silente da parte di Sonia, fosse stata realmente l'amante di Parolisi sarebbe a quest'ora venuto fuori, fosse stata soltanto una sua aspirazione, almeno Parolisi – l'oggetto dell'innamoramento - doveva comunque esserne a conoscenza e perchè tacerebbe in proposito?

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  11. Il fatto che abbia usato due cellulari ce lo suggerisce proprio lei quando afferma di essere certa di aver sempre chiamato sulla tim ma è incerta se ha inviato l'sms su wind o tim. Partiamo dall'incertezza: Sonia asserisce che l'errore può essere stato dovuto al fatto che sulla rubrica telefonica i due numeri di Melania sono in fila. Come mai per lo stesso motivo non ha il medesimo dubbio anche sulle chiamate? Evidentemente, ci fa capire, che ha usato due cellulari diversi: su uno poteva sbagliarsi (il suo), sull'altro mai e poi mai (quello della madre sul quale non ci sono i numeri di Melania in rubrica). Però, posso anche pensare che abbia usato per inviare l'sms il proprio cellulare perché altrimenti Melania avrebbe continuato a ignorare anche il messaggio dato che provenica da un numero sconosciuto.
    Riguardo al movente sono perfettamente d'accordo con te. E' la parte debole della mia ricostruzione. Però, intanto sarebbe opportuno verificare la posizione di Sonia. Se si stabilisce che poteva veramente essere insieme a Melania, un movente poi si troverà.
    Io ho provato per l'intanto a trovare un "chi" possa essere stato. Ammetto però di non sapere il perché.
    Comunque, forse dalle riflessioni comuni qualcosa potremmo trarre, per cui ringrazio te e gli altri per i commenti.

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  12. Personalmente ritengo che questo sia investigare senza "aggredire", analisi molto lucida secondo me, condivido assolutamente la perplessita' sulla eventuale, nel caso il Parolisi dicesse la verita', concomitanza dell'arrivo di Melania con la sequenza squilli/sms, devo ancora ragionare su alcuni aspetti ma l'ipotesi secondo me ci sta tutta, importante verificare a fondo l'alibi dell'interessata, le celle di eventuale spostamento sue e della scheda della madre, c'e' un'altra possibilita' che "il bravo ", forse non rivela per cautela avendola sicuramente gia' pensata, non cita e che prevede la SI, l'amica e il movente passionario possano essere racchiusi nella stessa persona, colei che avrebbe potuto avere appuntamento con Melania al Pianoro.
    Se Melania, infatti, il giorno dopo avrebbe dovuto partire per Somma vi era "forse" la possibilita' di un indispensabile saluto/incontro/chiarimento, questo spiega perche' il bravo riconosce lacune nella sua ricostruzione inerenti al movente sempre se l'ipotesi si dimostrasse reale, comunque complimenti, finalmente qualcuno che non entra nei meandri della coscienza ma che analizza i fatti scevro da presupposti, vincoli o limiti, ed in maniera sensibile ai rischi che comporta la differenza fra il pensare ed il pubblicare, complimenti da parte mia per la metodologia, te la senti di rispondermi all'eventualita' di cui sopra??? Cioe' se e come rivedresti l'ipotesi se la SI, l'amica ed il movente dessimo per certo fossero racchiuse nella stessa persona??? Se in sostanza la loro relazione fosse spinta ben oltre la semplice amicizia troveresti dei punti di connessione ora oscuri o conferme??? (anello lontano dal corpo) E quale professione svolge l'amica??? Ha accesso in qualche modo a materiale sanitario??? (siringhe, aghi ecc.)

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  13. Innanzitutto, Antonello, ti ringrazio per le "buone" parole con le quali ti esprimi nei confronti delle mie tesi. Sinceramente non ho preso in considerazione un movente passionale che potesse riguardare Melania in quanto tale. Insomma, se ho ben capito, vorresti alludere a una infatuazione dell'SI per Melania, e non per Salvatore, anche se stiamo parlando di una donna. Ripeto, non ho proprio riflettuto su una tale ipotesi. Ciò mi fa pensare che chissà quante altre ipotesi non sono state formulate. In effetti, se l'assassino è una donna, una motivazione di questo genere tentiamo a non formularla, nel senso che non ci pensiamo proprio. Per questo, riflettere in solitario è assai limitativo. Il confronto, ragionare su una teoria, svilupparla, sviscerarla, chiarisce molte cose e apre nuove prospettive. Questo caso, nell'ipotesi di un Parolisi innocente, rimane un omicidio senza movente. La vittimologia è importante, specie in questo delitto.
    Non so nulla della persona da me indicata: non so che lavoro faccia, se è sposata, fidanzata, se ha figli, se ha la patente. Proprio niente. Il fatto che l'assassino abbia usato una siringa e un laccio emostatico ha fatto pensare anche a me che potesse avere a che fare in un ambito sanitario.
    Comunque, un suggerimento da tener presente. Di nuovo grazie.

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  14. Ciao ilbravo, mi hanno informato che sarebbe su facebookbregistrata come addetta mensa, osservo in merito che la 626 prevede materiale sanitario, inoltre le 12 coltellate post mortem sarebbero state inferte con coltello a lama liscia come quelli per capirci da cucina, interessante l'ultima deduzione della tua terza parte che ho finito di leggere ora e secondo la quale solo una testimonianza che certificasse la presenza del Parolisi al pianoro lo salverebbe, direi che posso aggiungere un tassello alla avvincente e meritoria tua analisi.
    Melania aveva delle calzature ovunque sia andata e mi risulta che il terriccio a Ripe sia di caratreristiche particolari e diverse da quelle al pianoro presumibilmente con ragionevole certezza, basterebbe indi fare una perizia sulle suole delle scarpe di Melania finalizzata alla comparazione dei terricci delle due postazioni con quelle rinvenibili ed eventualmente compatibili.
    Se il terriccio rinvenuto fosse compatibile con quello al pianoro e' chiaro ed oggettivo che le scarpe al pianoro vi fossero state come dicono i cani, da questo dato si puo' partire con la conseguente tempistica che escluderebbe il Parolisi, viceversa se le tracce fossero solo di Ripe e' chiaro che il marito e' mendace e si dimostra coinvolto non avendo mai portato la moglie al pianoro per come si ostina a dichiarare con dovizia di dati.
    L'avrebbe portata infatti a Ripe direttamente con la tempistica e le ipotesi conseguenti.
    E' il messaggio di Sonia che sconfiffera, ammettiamo che ci potesse stare la chiamata, dal proprio al tim di Melania, per sapere della visita eseguita al mattino, ma se sapeva (ne era certa???) che comunque si sarebbero viste alle 16,00 perche' sentiva il bisogno di spiegargli il motivo della chiamata con un messaggio addirittura dal cellulare della madre al Wind di Melania, quel messaggio era importante mandarlo e non era esplicativo.
    Intendo se non avesse pure sbagliato numero di Melania mandando realmente il messaggio allo stesso numero su cui aveva fatto gli squilli, che senso aveva prendersi la briga di spiegargli perche' la stava cercando di contattare con il suo??? Sono le 15,00, alle 16,00 si sarebbero viste, non vi era urgenza ne bisogno, se non quello di crearsi un alibi, come e' vero che se e' lei ha avuto tutto il tempo di andare il mattino al pianoro con scarpe riciclate da Melania, fare la pinetina fino al parco giochi, tornare al monumento, andare a casa, fare gli squilli/sms alle 15,00, staccare il proprio cellulare, andare al pianoro, pigliare Melania, andare a Ripe dove Melania riceve le prime 20 coltellate mentre si accovaccia per fare pipi' fidandosi di un'amica donna o trovando invero qualcun altro, ripartire per il pianoro per informare il Parolisi di quanto avvenuto, ritornare a casa per riaccendere finalmente il cellulare.
    Se avevano poi appuntamento alle 16,00 perche' non si informa dopo chiamando sul cellulare del Parolisi o della stessa Melania sul fatto che non stavano invece arrivando?? Perche' sa gia' che Melania non rispondera' e che Salvatore sa gia' tutto e si dimentica cosi' di coprire il proprio alibi???
    Come, quando e da chi Sonia sa dell'accaduto??? Quando e se lo fa lo sa gia', se poi ha lei avvisato il Parolisi per qualche motivo perche' lui doveva chiamarla se non per avvertirla anch'egli che a casa sua non sarebbero potuti andare perche' Melania era sparita??? C'e' un contatto che spiega questa contraddizione o no nei tabulati???
    Queste sono ipotesi susseguenti pero', e' determinante una semplice perizia alle suole delle scarpe di Melania, sarebbe determinante il risultato, che ne pensi???

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  15. Ho tralasciato lo staging, che mette tranquillamente in opera alle diciannove con l'imbrunire, quando il cellulare risulta staccarsi dalla cella, se non l'han ritrovata per quell'ora infatti avrebbe potuto dire che l'aveva ritrovata lei, e viceversa, per come non era stata ritrovata a quell'ora perche' nessuno avrebbe guardato dati del cellulare in presenza di un'ipotesi di allontanamento volontario, quel cellulare tanto meglio doveva essere staccato dalla sua pila, mette indi in opera lo staging per far pensare di tutto e nascondere un ipotetico movente e persona riconoscibile, torna indi a casa e riattacca il suo cellulare sicura che sara' ben difficile che Melania senza cellulare fosse stata ritrovata, in questo modo poteva minimamente controllare i tempi, alle sette del 20 tutto e' pronto per il ritrovamento, prima infatti delle otto in cui presumo entri a lavorare, con ancora lo scuro, ritorna a Ripe e riaccende il cellulare lasciandolo senza impronte accanto al corpo, a questo punto rimane da spiegare l'anello lontano dal Corpo che non puo' essersi sfilato durante l'aggressione perche' Melania non ha avuto il tempo di qualche reazione, io ho supposto che l'avesse lanciato proprio lei in un momento in cui l'aggredente era girata tranquilla perche' Melania rantolava, si spiega perche' non l'ha ritrovato e deve rappresentare un messaggio di Melania per il marito, secondo me.

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  16. C'e' il bisogno, per verificare l'ipotesi di sapere il lavoro dell'interessata, i suoi orari nei giorni topici e se e chi puo' confermarne l'eventuale presenza sul lavoro.
    Il 18 aprile era lunedi', il 19 era un martedi' ed il 20 un mercoledi', il 18 deve aver finito alle 15,00 se aveva preso appuntamento alle 16,00 con la coppia a casa sua, altrimenti andava al pianoro a stare un po' di piu' con,Melania che il giorno dopo avrebbe dovuto partire ma se e' tutto accertato e dimostrato aveva ben altre intenzioni, ci sta che una volta arrivate a Ripe vi fosse un'appuntamento o che li comunque vi fosse qualcun altro che doveva parlare con Melania che puo' aver utilizzato Sonia come esca o che con lei fosse complice.

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  17. Aggiungo un elemento un po' macabro, per chi vive nei posti di campagna ed ancor piu' di montagna e' impossibile che un corpo insanguinato venga lasciato anche solo una notte intera con senza, ipotesi triste, che nessun animale venga attirato morbosamente da questo.
    Mi risulta da alcuni articoli che si scostavano stranamente dalla massa scrivevano che al momento del rinvenimento il viso fosse praticamente irriconoscibile e che il sangue rimasto all'interno del corpo sommato a quello perso in dissanguamento sul terreno fosse fin poco rispetto a quello che contiene un corpo umanoe che avrebbe dovuto essere invece ritrovato, tanto che in un primo momento si divideva l'aggressione in due posti, oltreche' che fasi, diversi a partire da questo elemento.
    Tutto per dire che e' impossibile che teniamo conto del rinvenuto senza calcolare l'azione involontaria sulla scena del delitto di animali caratteristici del posto, a primo lume mi viene in mente la faina che abitualmente succhia il sangue alle sue vittime, le volpi ed i cinghiali di cui traccia e' stranissimo non si sia fatto cenno, infine non dobbiamo escludere nelle zone la presenza di aquile, falchi e lupi.
    Il corpo e' stato li due giorni??? Allora ci devono essere particolari che per pietas o clemenza/rispetto non hanno voluto rendere pubblici, il corpo non e' stato li due giorni??? Il limitato conosciuto ha allora un senso completo.
    Presumo svolgano la perizia autoptica anche alla ricerca di DNA possibili del responsabile in tutto il corpo, in questo senso e' certo che ritroveranno una percentuale di DNA animale, dovremo aspettarcelo, a me sembra.
    E' quindi possibile che lo staging sia potuto essere messo in atto da componenti animali??? No, ma certamente alcuni elementi sicuramente non possono non essere ricondotti a loro naturali attivita' presumibili con ragionevole e triste certezza.

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  18. E' possibile che l'anello, in base a quanto sopra, sia stato sfilato dal dito di Melania da un volatile come, ad esempio, una gazza od un merlo, solitamente attratti da anelli con brillante o da metalli lucidi??? Questo io non so, ma anche Melania si fosse sfilata da sola l' anello dal dito ( ad esempio iniziando le operazioni che si presume sarebbe state propedeutice allo sfilamento anche dell'anello nuziale non riuscendovi completamente per mancanza di forze) e' possibile e presumibile che l'avesse lasciato subito vicino al corpo, gli spostamenti in questo senso potrebbero essere stati provocati da animali, ma lo sfilamento senza lasciare traccia, e sul dito e sull'anello, io dico che e' impossibile.
    Altro particolare, la conformazione dei tre, quattro aghi a terra in una verosimiglanza supponibile di eventi non possono essere stati rinvenuti in posizione parallela od ordinata perche' vicino a quel corpo in due giorni, specialmente nelle due notti trascorse li, deve aver spostato ed inquinato la scena, e' verosimile invece che la posizione degli aghi possa essere leggermente sparsa e non parallelabin sequenza, il laccio poteva essere al braccio per poi esserselo sfilato in movimenti provocati da animali, ho letto che la siringa era piantata su un indumento all'atezza del seno, o poco sotto, e non sulla pelle nuda, anche questo e' da spiegare, che centra quel depistaggio eventuale con una logicita', anche istrionica o seriale, gli aghi a terra, la siringa conficcata ed il laccio emostatico a terra, sono ambetre materiali sanitari, anche volendo depistare in quale direzione ci vuol portare chi ha lasciato tutto questo??? Mentre la svastica ha qualche similitudine con ambienti di camerati militareschi e ci sta di piu' essendo anche forse piu' originale come particolare, del materiale sanitario rinvenuto, in quel senso e' forse determinante l'analisi sulla siringa, laccio ed aghi finalizzata al comprendere se avesse contenuto cosa ed in che misura, questo non torna, un depistaggio si fa seguendo una coerenza verso una versione a dispetto di un'altra vera e non a casacciobera molto piu' depistante infatti lasciare il laccio legato al braccio e la siringa conficcata sulla pelle magari con iniezione di liquido qualsiasi od elementi vari, possiamo presupporre ragionevolmente, sapendo che a Quarto Grado hanno detto che la siringa non sarebbe di quelle utilizzate dai tossicodipendenti, che vi e' una combinazione di inquinamenti succedanei allo staging e che l'autore/trice non poteva prevedere.
    La stessa siringa avrebbe potuto essersela conficcata da sola Melania contorcendosi al suolo e girandosi da faccia a terra a spalle a terra, ma perche' gli aghi ed il laccio affianco??? Ritrovare per un ipotetico sanitario ipoteticamente intervenuto una persona in quelle condizioni accoltellata e, forse ancora viva, cosa significa in termini medici??? Significa forse praticare in emergenza delle punture di sostanza reattiva e tentare di pulire le ferite tamponandole ad evitare un dissanguamento e nel frattempo chiamare i soccorsi, questa sarebbe la procedura che seguirebbe un medico con al seguito il necessario, perche' un'altra persona profana in materia chiamerebbe immediatamente i soccorsi cercando di mantenere calma la persona e tentando di tamponare le ferite.
    Ritengo che vi debbano essere particolari che gli inquirenti hanno potuto secretare, il secretare e' tantopiu' significativo quanto piu' parliamo di particolari che solo chi ha composto e seguito la scena del delitto puo' sapere, e giustamente.
    Cio' non toglie che il tutto debba avere una istrionica, strana, magari semplice ma sicuramente depistante spiegazione, se parliamo di depistaggio. Questo e' il punto, siamo, nel caso della siringa, aghi e laccio in presenza di un depistaggio??? E depistaggio verso cosa e/o chi???

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  19. Grazie Antonello per i commenti.
    Credo che Sonia sia addetta a una mensa ma non so quale sia il suo ruolo né di che tipo di mensa si tratti (scolastica, aziendale, ospedaliera ecc.)
    Sono d'accordo con te che gli animali certamente hanno modificato in parte la scena del crimine. Il loro intervento credo sia stato appurato, anche se come dici tu, nessuno ne parla. Infatti, ci sono pochi dubbi che Melania sia stata uccisa altrove, dunque gli investigatori devono aver avuto conferma di ciò proprio includendo nelle loro analisi la presenza degli animali spazzino.
    L'anello è difficile capire da chi e perché sia stato sfilato. Se fosse stato l'assassino non credo l'avrebbe lasciato poi sul posto. Perché toglierlo per poi lasciarlo? Una gazza o un merlo mi pare difficile che possano sfilare un anello ma fosse anche accaduto vale il medesimo ragionamento: perché non portarlo via? In genere questi uccelli sono attratti dalle cose lucenti ma poi li trasportano nei loro nidi.
    Molto più complessa la faccenda della siringa. Non so se effettivamente c'erano anche degli aghi. Inizialmente si aprlò addirittura di due siringhe.
    La cosa più logica sarebbe stata infilarla nel braccio. Però consideriamo che lo staging è avvenuto quando Melania era oramai morta. Per poter legare il laccio emostatico al braccio l'assassino avrebbe dovuto manipolare il cadavere, quindi togliere il giubbotto o quanto meno alzare la manica. Se lo staging è avvenuto dopo qualche ora dall'omicidio nel frattempo è subentrato il rigor mortis quindi forse non ce l'ha fatta a muoverlo. Certo, infilare l'ago nel giubbotto all'altezza del seno sinistro non sembra una cosa molto intelligente. Però, comunque sia, laccio emostatico e siringa alludono al mondo della tossicodipendenza.Forse, l'assassino voleva solo ottenere che si pensasse che Melania fosse stata uccisa da TD i quali per sfregio avrebbero poi infilato l'ago sul suo corpo come se fosse stata la corteccia di un albero.
    Voglio dire, che l'SI forse in questo caso non è riuscito ad attuare lo staging come avrebbe voluto, per cui ha improvvisato. Questo mi fa pensare che fosse solo e non sufficientemente forte. Ritorniamo al dubbio che l'assassino possa essere una donna. Non necessariamente Sonia, ovviamente.

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  20. A mia conoscenza a Quarto grado han detto che non era una siringa da tossicodipendenti, non quelle quindi da insulina, ma di normale uso e fattura comune, mi interessava pero' avere il tuo punto di vista su una determinante eventuale perizia sulle suole, in macchina nel trolley il Parolisi doveva avere i primi indumenti anche di lei e quindi anche scarpe, pero' se dalla perizia il terriccio non risultasse compatibile con quello al pianoro, in quel caso, e' possibile le abbia cambiate per poi lasciar le tracce, osservo pero' che se non fossero compatibili a quel punto lui risulterebbe, come minimo, provatamente mendace, perche' infatti avrebbe dovuto levare e cambiare le scarpe a Melania??? Se fosse stato per lasciare la traccia al pianoro ha ben lasciato traccia di una sua mendacita' non avendo potuto ricambiarle, non pensi anche te pero' che la perizia sarebbe importantissimo e dirimente farla???

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  21. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  22. Nota di servizio: non ho eliminato un commento di Antonello, semplicemente era replicato per cui una copia l'ho cassata.
    Il fatto che non si trattava di una siringa che un TD avrebbe mai usato fa pensare che l'SI ignori questo mondo. Dunque, è una riprova che si è trattato di un delitto al di fuori di questi circuiti.
    Una perizia sulle scarpe forse l'hanno fatta. Io avevo pensato anche a una perizia merceologica su tutti gli indumenti da far analizzare a un botanico forense, forse ci sono pollini o altro presenti a Pianoro che potrebbero confermare la presenza di Melania. Quel che non so e se di recente erano già stati a Pianoro, in questo caso forse avremmo il riscontro del terriccio e di sostanze vegetali ma magari datati.
    In ogni caso, il suggerimento di analizzare le scarpe non è affatto male.
    Io dò per scontato che queste analisi vengano fatte... ma forse vedo troppi telefilm americani e gli investigatori nostrani forse troppo pochi. Spero di sbagliarmi...

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  23. Davvero complimenti per l'analisi scevra da pregiudizi.Mi piacerebbe confrontarmi con l'autore dell'articolo anche su come interpretate il comportamento di Parolisi:
    1) come mai il 18 era in t-shirt e il giorno dopo per le ricerche in giubbotto con pelliccioto (se è vero come dice lui, che è abituato a temperature molto rigide?); ho verificato la temperatura era la medesima, anche in aumento.
    2) Come mai se è vero che Melania come dice lui era una persona libera e usciva spesso senza borsa, la mattina del 18 al supermercato l'aveva con se, pur avendo vicino il marito come "fonte economica" e fossero entrati per pochi minuti?Perchè non la lascia in auto?
    3) Perchè allo zio e fratello di Melania, per giustificare la sua assenza alle ricerche dice all'uno che era andato a cercare di formare una squadra per cercarla (cosa che mai farà) e all'altro per vedere chi era presente o meno in caserma? A che pro? E che interesse avrebbero zio e fratello di Melania a riportare cose false dette da Salvatore?Hanno dichiarato queste cose a chi l'ha visto.
    4) In ultimo quali interpretazioni possiamo dare al fatto che non va a riconoscere il corpo della moglie sul luogo del ritrovamento?
    5)Che rapporto di causalità/causalità esiste tra il fatto che al campo sportivo di villa pigna dove è stato visto chinarsi per cogliere qualcosa (che lui ha dichiarato essere un fiore per la moglie)e coincidenza proprio li viene trovato il cellulare che ammette di aver gettato 20 gg fa? Perchè l'ha messo lì e non ha buttato invece via solo la sim? Vuole portare le piste verso qualcuno altro anche lui? Sono tanti i quesiti che vorrei sciogliere per capire il comportamento di Parolisi, che qualora innocente, mi incuriosiscono professionalmente.

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  24. Non mi sembra siano perizie da telefilm polizieschi, e diffido anche se spero le abbiano fatte, osservo pero' che, a pag. 285 di "Cogne delitto infernale", un rinomato investigatore a livello nazionale come il Dr. Lavorino rileva che gli zoccoli di quella mattina della Franzoni sono stati girati e rigirati alla ricerca di sangue mentre non si e' manco pensato a cercarvi delle tracce di terriccio esterno alla casa, anche li era una perizia determinante, la D.ssa Satragni infatti e la vicina dichiararono subito di non averle mai visto gli zoccoli indossati durante le prime operazioni di soccorso indirizzando in qualche modo i primi sospetti mentre lei ha sempre dichiarato che, al ritorno dalla fermata del pulmino a casa lei si e' subito messa gli zoccoli.
    A Cogne hanno analizzato veramente ogni centimetro di quella casa ma gli zoccoli che probabilmente sarebbe bastato analizzare per capire se, quando Annamaria e' uscita per accompagnare Samuele all'elicottero, li aveva o no indossati.
    Questa, spero la facciano, altrimenti sarebbe la seconda che sfugge.
    Va beh, mi son dilungato e ti tengo troppo impegnato, si avevo doppiato il messaggio perche' scrivo da un android e non e' semplice, grazie per averlo cancellato

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  25. Grazie anche delle risposte e della pazienza, se mi viene in mente qualcos'altro leggendoti spero di poterti disturbare di nuovo, ciao

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  26. Vi ringrazio sempre per i commenti, ovviamente. Vorrei comunque precisare che i miei primi sospetti si sono concentrati su Parolisi. Questo post voleva essere un suggerimento a prendere in considerazioni altre piste poiché ci sono elementi che possono portare anche verso ipotesi alternative. Che Parolisi abbia avuto strani comportamenti è fuor di dubbio. Però, dobbiamo anche considerare che lui sa di essere sospettato quindi cerca di dare delle spiegazioni che in verità non sarebbe neanche tenuto a dare visto che l'onere della prova è a carico dell'accusa. E farebbe bene a starsene zitto o quanto meno a non dare spiegazioni se non è in grado di darle visto che tutto quello che dice può essere rivolto contro di lui. Proprio oggi è la notizia che vede Parolisi nel registro degli indagati. Dunque, significa che su di lui si concentrano i maggiori sospetti. Riguardo ai quesiti di Vans vorrei precisare che
    non sempre si riescono a dare risposte perché non si hanno molti elementi. Comunque, per quel che concerne il vestiario di Salvatore lui asserisce che aveva intenzione di fare una corsa ecco perché era vestito in quel modo. Possiamo credere o non credere alle sue parole, dovremmo capire se coloro che lo hanno visto uscire di casa lo hanno visto uscire con quegli abiti. Non ho letto nessuna notizia di testimoni che contraddicono Salvatore su questo punto, quindi può essere che sia per davvero uscito abbigliato così.
    Riguardo alla borsetta ho appunto spiegato nel presente post che la mancanza di questo oggetto semmai va a favore di Parolisi. In questo caso, avrebbe fatto meglio a stare zitto o dire che non ne sapeva spiegarselo. Infatti, non c'è una spiegazione logica. Lui non è tenuto a sapere perché Melania non aveva né la borsetta né la borsa con il cambio della bambina. Invece cerca di dare una spiegazione che gli si ritorce contro. Ma si sente obbligato a farlo perché pensa che tacere o non dare una risposta possa essere compromettente per lui.
    Parolisi non partecipando alle ricerche ovviamente si dà la zappa sui piedi. Ragionando però si può affermare che se era colpevole doveva essere più logico che facesse almeno finta di occuparsene. Anzi, in genere i colpevole è proprio quello che fanno perché tengono sotto controllo la situazione e possono depistare.
    Non so che spiegazione abbia dato per non essersi recato a vedere il corpo della moglie. Ma anche in questo caso un colpevole forse è proprio quello che avrebbe fatto per controllare se sulla scena poteva aver lasciato qualche traccia di sé. Oppure, ha avuto paura che potesse tradirsi?
    Riguardo al cellulare che dice di aver buttato e che invece non ha fatto... beh, se aveva una storia da due anni con una donna quando Melania era viva perché dovrebbe interromperla proprio ora che Melania non c'è più? Se non la porta avanti è solo perché teme di aggravare la sua posizione. Ma non credo che i suoi sentimenti all'improvviso siano cessati. Anzi, semmai adesso si sentirà ancora più legato a questa donna poiché se prima la sua coscienza era contesa fra le due, ora questo nodo è stato sciolto. Quindi, si sente obbligato a dire che è tutto finito. Ma nel suo intimo non è finito un bel nulla. Questa rimane una realtà sia che abbia uccisa la moglie sia che non l'abbia fatto.
    Ovviamente ti ho risposto da avvocato del diavolo, cioè dandoti la versione innocentista.
    Questi sono indizi di colpevolezza, me ne rendo conto. Eppure, non si riesce a trovare una vera prova contro di lui.
    Appena possibile riporterò un esempio di interrogatorio dove l'interrogato dà una serie di risposte tutte tese verso la sua colpevolezza. In realtà stava dicendo la verità ed era innocente.
    Non metterei la mano sulla innocenza di Parolisi. Ma neppure la metterei sulla sua colpevolezza. Sono troppo curioso di sapere cosa dice la perizia del medico legale.

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  27. Riguardo ad Antonello, vorrei innanzitutto ringraziarlo per aver citato Lavorini che scrive da vero maestro ma le cui conclusioni io non sempre le condivido. Mi riferisco al libro sul Delitto di Via Poma, che qualunque aspirante criminologo dovrebbe leggere.
    Riguardo alla testimonianza della Satragni e della vicina ho sempre nutrito dei seri dubbi sul fatto che in tale drammatica circostanza si siano mai potuto accorgere e, successivamente, ricordare se la Franzoni avesse o meno gli zoccoli. Certamente non analizzare la suola alla ricerca del terriccio potrebbe essere stata una mancanza. Ma a inchiodare la Franzoni è stata l'ottima analisi delle tracce di sangue. Questo è stato un delitto su cui la Bloodstain Pattern Analysis è stata vincente. Scienza impiegata non solo dai Ris ma anche dagli altri periti.
    Aggiungo che i tuoi commenti sono sempre graditi.

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  28. Di Cogne potremmo discutere mesi e non so se hai una tua versione pubblicata o specifica in questo blog, accenno quindi solo nella sicurezza che eventualmente, volendo, puoi spostare come commento all'eventuale piu' inerente.
    L'analisi che tu citi e' stata fatta dal Dr. Schmitter, perito del Giudice, e per correttezza dico che la potrebbe smontare, come ha perfettamente fatto al processo con sole tre domande, il Dr. Brinkmann perito, seppur di parte, unico in Europa ad occuparsi all'epoca dei fatti di quella scienza in maniera totalmente svincolata dagli apparati d'accusa, un libero professionista insomma, nel mondo anglosassone non esiste infatti un perito che sia legato a doppio filo, come Schmitter era, a strutture pubbliche.
    A Cogne pero' non tanto sarebbero da rivedere e mettere sotto la lente le analisi peritali ma il fatto che chi invece doveva prenderle per cio' che dicevano da la netta sensazione che se ne sia inconsapevolmente asservito per dare sostanza e conforto alla propria tesi che tutto era meno che dimostrativa di nulla, dimostrativa ho scritto, e non a caso.
    A Cogne ci sono solo cosidette prove indirette, cioe' indizi gravi, precisi e concordanti e giustamente, ad esempio, il pigiama ed il suo indossamento da parte del responsabile del ritrovato era uno di questi gravi indizi, precisi e concordanti nonche' parte e componente importante della perizia che tu citi.
    Tagliando il tutto ed arrivando al dunque tutta la motivazione di sentenza e' li stata accentrata sul fatto, del tutto soggettivo, che il pigiama "e' colpevole", tu sei l'unica persona che puo' averlo indossato, te sei il colpevole; questo e' il procedimento mentale che si e' deciso di seguire a Cogne, c'e' un piccolo ma non irrilevante particolare pero' che invalida questo assunto logico e per certi versi soggettivo, e cioe' che la stessa perizia, e di conseguenza la stessa sentenza, non hanno mai spiegato come avrebbe INDI fatto una persona con i capelli lunghi a caschetto e le mani, intrisi/e di tracce ematiche fresche, a SVESTIRE il capo che si dava per INDOSSATO senza lasciare la minima traccia di SVESTIMENTO.
    Ho rispetto per la professionalita' e non posso io profano mettere in discussione una perizia, ma almeno lo svestimento successivo all'accertato vestimento mi si deve concedere che non e' tanto secondario addirittura ritenendolo degno di dimenticarlo.
    Brinkmann, l'unico perito specifico professionalmente autonomo in tutta Europa, anche se nel processo Cogne era perito di parte, scappera' dal processo in corso scrivendo dall'estero di "processo alle streghe a Cogne", denunciato dalla A.G. per questo tornera' in seguito in aula smontando tutta la perizia a partire da presupposti professionali logici e spiegati, nessuno lo ha minimamente ascoltato, come nessuno ha ascoltato del resto Lavorino che pure ha steso la perizia sugli zoccoli come determinante, o mai sconfessato la tesi del Dr. Migliaccio che ha pure piu' volte pubblicamente chiesto l'intervento dell'Ordine dei Medici contro se stesso se pero' un solo Cristo gli avesse pubblicamente smontato la tesi di decesso per cause naturali.
    Cogne e' molto piu' complesso del caso di Melania per certi versi.
    Ho studiato il caso Cogne per anni, anche se anni fa, ed e' un caso che lascia ancora oggi spazio a novelle investigative, ma appunto se vuoi ne possiamo interlocuire su eventuali, anche tuoi, spazi appositi.
    Per i commenti, grazie a te dell'ospitalita', il tuo blog e' comunque piu' che casa tua, ed a me sembra una casa arricchente, come raramente se ne trova.

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  29. Tornando a Melania ed alla tua ricostruzione nteressantissima faccio il tuo ragionamento al contrario e pongo una semplice domanda che dovrebbe far pensare:
    Di quei momenti si hanno tutte le telefonate effettuate, l'ora precisa, si sapranno pure le celle rispettive, ma sebbene Melania ed il Parolisi alle 16,00 avessero in programma di andare da Sonia per una normalissima visita la stessa chiama Melania sul suo tim alle 14,40 circa, gli manda un sms dal cellulare della madre diretto alla wind di Melania mai da lei utilizzato, nonostante tutto questo nessuno ha mai riferito perche' alle 16,00 non contatta ne Melania (lo dovremmo sapere se fosse) e ne il Parolisi (idem)??????????????????????????????????????????????????????
    Cioe' contatta lei un'ora e venti prima per sapere come e' andata la visita del mattino ma se non la vede arrivare non si informa sul perche'??????????????????????
    E' normale??? Mi chiedo come Sonia abbia saputo dell'accaduto, a che ora precisa e da chi..
    Non mi svenire, e' un perche' normalissimo, i tabulati avranno sicuramente una spiegazione, la vorrei conoscere.

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  30. Carissimo Antonello,
    la tua analisi sul caso Cogne meriterebbe una risposta più ampia e articolata. A suo tempo ovviamente il caso mi interessò. Oggi, dovrei rivederlo, rinfrescarmi la memoria. Proprio su tua segnalazione ho acquistato il libro di Lavorini. Prima o poi affronterà questo caso.
    Riguardo a Melania ciò che dici è esatto. SE la telefonata alle 16:00 da parte di Sonia per sapere che fine avessero fatto i Parolisi manca, a maggior ragione ne potremmo sospettare. A meno che non è stato Salvatore ad avvertirla dell'accaduto.
    Sul caso Yara si sono verificate le utenze telefoniche di centinaia di persone. Mi chiedo se la stessa cosa sia stata fatta in questo caso.
    Grazie ancora per i commenti.

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  31. Ti segnalo che alcune fonti su youtube degli spezzoni della trasmissione "Chi l'ha visto" del 27/04/2011 , contenenti l'intervista dell'amica di Melania, risulterebbero sequestrate per violazione della privacy.
    Se ne hai una copia tienila ma sopratutto, se puoi mandamela perche' io non la trovo piu', mi faresti un piacere, volevo studiarmela ma non ho fatto in tempo.

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  32. ho appena letto questo articolo che -se attendibile- rivelerebbe qualche particolare in più sulla vicenda...
    http://blog.panorama.it/italia/2011/07/15/omicidio-melania-fu-davvero-omicidio-passionale/

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  33. Scusatemi se non vi ho risposto prima ma sono stato distratto.

    Per Antonello
    Naturalmente ho l'intervista, fammi sapere come posso fartela avere.

    Per Sara,
    avevo appena terminato l'ultimo post quando ho letto l'articolo che mi hai suggerito. E' interessante perché elenca tutte le ferite. Sarà attendibile?
    Non credo minimamente che dei militari ammazzino le persone in modo così poco professionale. In ogni caso, avrebbero trovato un falso testimone che avrebbe giurato di aver veduto Melania a Pianoro, quindi togliendo Salvatore dai guai.
    Questo è un delitto ordinario, almeno per me,

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  34. Ciao ilbravo,
    Tranquillo, ti ringrazio tantissimo e scusa per il tempo ma ho avuto problemini.

    Ho trovato delle fonti libere.

    Grazie di nuovo.

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  35. Ciao ilbravo,

    Ho pensato che potevi aver ragione sul fatto che ci deve essere un motivo per cui qualcuno decide di fare lo staging e far ritrovare il corpo di Melania il giorno 20/04/2011.

    Sono andato allora a scandagliare l'O.C.C. di Teramo per vedere se, per caso, trovavo qualcosa di interessante, ebbene naturalmente non v'e' certezza ed il dubbio impera, pero' a pag. 41 vi sono dei dialoghi particolari, ed a parte quel qualcosa che potrebbe essere stato lasciato sulla scena del delitto e che puo' motivare lo staging vi sono, in quella parte dell'Ordinanza, dei dialoghi che possono aver spinto a pilotare il rinvenimento del corpo.

    Non solo il fatto che ritrovarlo prima avrebbe visto coinvolto l'intero apparato di sicurezza delle esercitazioni del reparto di Chieti, sempre per ipotesi e' chiaro e lo ribadisco.

    Insomma vi era chiaramente un patto, mi sembra esplicito, come si puo' dedurre che puo' da parte Rea essere rispettato solo se Melania fosse stata ritrovata IN TEMPI BREVI e forse Gennaro intendeva VIVA.

    Nel qual caso nessuno avrebbe parlato ne messo in mezzo Ludovica, questo si capisce e traspare da quel dialogo, siamo nella mattinata del 19/04/2011, le esercitazioni a Ripe sono ancora in atto.

    Nella tarda mattinata del 20/04/2011 Parlisi parte e si reca in caserma in un luogo pubblico, alle 14,30 circa arrivera' la telefonata.

    Le esercitazioni erano finite il 19/04/2011, se l'ipotesi fosse giusta qualcuno si e' adoperato verso qualcuno per far ritrovare il corpo, quel qualcuno indi sa benissimo il mittente dell'omicidio, se non e' lui/lei.

    Che ne pensi???

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  36. sono daccordo con il bravo l'intervista di sonia a chi l'ha visto è un chiaro depistaggio,il dna sulle mutande di melania è di sonia,indagare sull'amica,la sera prima sono i coniugi parolisi che sono andati a casa di sonia quindi se hanno stirato hanno stirato i panni di sonia e non di melania, sonia abita in un altro palazzo,dubito che melania si sia portata i suoi panni da stirare io conosco bene le zone,foligano -san marco sono 8 km ma folignano-ripe-san giacomo -san marco,cioè la strada che gli inquirenti dicono che parolisi abbia fatto sono 30 km di strade tortuose,parolisi non avrebbe avuto i tempi tecnici PARTENDO ALLE 14,10 per andare a ripe uccidere la moglie pulirsi lavarsi cambiarsi, la macchina è risultata immacolata da sangue, andare a san giacomo,FINO A SAN MARCO E STARE LI ALLE 15 VISTO DAL RANELLI,NEMMENO IL DELITTO PIù PIANIFICATO POTEVA ESSERE COMPIUTO,C'è DA INCASTRARE NELLA RICOSTRUZIONE DUE TESTIMONIANZE FONDAMENTALI,QUELLA DEI MILITARI CHE STAVANOA MANGIARE VICINO AL CHIOSCO IL 18 APRILE SONO STATI LIO FINO VERSO LE 14,20 MA UNO HA DICHIARATO CHE ERA RIMASTO FINO ALLE 14,40,SECONDO GLI INQUIRENTI PAROLISI NON DOVEVA ESSERE GIA A RIPE?SECONO IL RISTORATORE DI SAN GIACOMO CHE DICHIARA CHE IL PULMAN DEI MILITARI è RIPARTITO DOPO AVER MANGIATO IN DIREZIONE RIPE ALLE ORE 15,QUINDI AVREBBE DOVUTO INCROCIARE LA MACCHINA DI PAROLISI CHE ANDAVA A SAN MARCO,POI VC'è LA TESTIMONIANZA DELLA VEDETTA CHE HA VISTO PASSARE DUE MACCHINE MA NON QUELLA DI PAROLISI, UN FUORISTRADA CON DUE PERSONE ACCUCCIATE A BORDO,E UNA FIAT STYLO.PERCHè GLI INQUIRENTI NON HANNO CERCATO QUESTE MACVCHINE? IL 19 APRILE C'è STATA UN'ALTRA ESERCIRTAZIONE, COSì COME DICHIARATO ANCHE DAL RISTORATORE DI SAN GIACOMO MELANIA è ASSOLUTAMENTER IMPOSSIBILE CHE SI TROVAVA VICINO AL CHIOSCO PERCHè IL 19 SICURAMENTE I MILITARI SONO STATI LI A MANGIARE COME IL GIORNO PRIMA LO DIMOSTRA LOSCONTRINO DEL 19, MELANIA è SDTAT PORTATA LI ALLA SERA DEL 19 DOVE è STATO FATTO IL DEPISTAGGIO,SONIA HA MENTITO SULLE MUTANDE DI MELANI C'è IL SUO DNA MA CISONO ANCHE 5 DNA MASCHILI CHE DEVONO ESSERE TROVATI LE INDAginidevono essere fatte a ripe e quindi bisogna interrogare tutti e 28militari presenti in quel posto.

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